Sampierdarena, “Street Lab” nel mirino: Lista Salis e PD segnalano criticità e chiedono un confronto con Tursi
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I gruppi municipali di Centro Ovest contestano impostazione e costi del progetto su via Rolando: raccolta firme tra i commercianti con centinaia di adesioni. Chiesto un tavolo con il vicesindaco Terrile e l’assessora Beghin, insieme a categorie, CIV e Municipio, per ripensare l’intervento senza penalizzare il quartiere
Il progetto Street Lab a Sampierdarena torna al centro del dibattito. I gruppi di Linea Condivisa/Lista Salis e del Partito Democratico del Municipio II Centro Ovest esprimono «forte preoccupazione» per la gestione dell’intervento su via Rolando, criticandone impostazione, finanziamento e ricadute. A corroborare le perplessità, riferiscono, c’è una raccolta firme promossa da più esercenti contrari all’attuale configurazione, che avrebbe già raccolto centinaia di adesioni.

Secondo le due forze politiche, il disegno oggi in campo va ripensato coinvolgendo fin dall’inizio cittadini, commercianti e associazioni di categoria, sul modello dei percorsi partecipati che in passato portarono alla pedonalizzazione di via Rolando (tratto già attuato) e via Daste/Largo Gozzano. L’obiettivo dichiarato è conciliare mobilità sostenibile e vitalità economica, evitando soluzioni che, pur puntando alla qualità dello spazio pubblico, finiscano per comprimere flussi, accessibilità e funzioni di prossimità.
Nel mirino anche il capitolo risorse: i 123 mila euro destinati all’intervento, sostengono Lista Salis e PD, potevano essere impiegati meglio in altre zone del Municipio o orientati a interventi di urbanistica tattica più diffusi e rapidi da sperimentare. Da qui la richiesta formale di un incontro ufficiale con il vicesindaco Alessandro Terrile e l’assessora al Commercio Tiziana Beghin, alla presenza delle associazioni del commercio, dei CIV e dei rappresentanti municipali, per individuare una soluzione condivisa e sostenibile.
I gruppi precisano di non essere contrari a pedibus o pedonalizzazioni in sé, ma chiedono che ogni trasformazione sia sostenuta da trasparenza, partecipazione e confronto fin dalla progettazione. Solo così, concludono, si possono costruire interventi che migliorino davvero la qualità della vita senza sacrificare i servizi e l’economia di quartiere.
«Le criticità temute mesi fa sono oggi sotto gli occhi di tutti; serve un ripensamento partecipato dell’intervento», affermano Caterina Iacopi (Lista Salis) e Amedeo Lucia (PD), che annunciano il deposito della richiesta di incontro.
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